Le mani sulla città

Progetto accademico


Collaborazione
Arch. Chiara d'Andrea, Arch. Giulia Tuninetti
Anno
2017-2018
Luogo
Via Cossa, Torino
Committente/Organizzatore
Politecnico di Torino

L'esplicito riferimento a "Le mani sulla città", film che denuncia la corruzione e la speculazione edilizia nell'Italia degli anni '60, è determinato dalla volontà di ribadire lo spirito programmatico di questo progetto che vuole assumere una prospettiva di sviluppo sostenibile attraverso l'analisi di nuovi modelli di intervento. La città è considerata oggi una fonte di problemi e criticità ma può diventare un'opportunità per affrontarli e risolverli.
L'attività proposta è stata l'occasione per elaborare un quadro di strategie e indagare le ipotesi di trasformazione urbana "per strati": invece di nuove espansioni della città o di demolizioni e ricostruzioni di edifici, si è sperimentata la possibilità di agire per una moderata sovrapposizione di volumi e attività sugli edifici esistenti.
L'area di progetto si trova nella periferia ovest di Torino e comprende un complesso di 8 edifici residenziali. Sopra gli ampi tetti del complesso sono state proposte varie attività: unità residenziali, smartworking, gardem meets e laboratori artistici, nel rispetto della sostenibilità energetica, dell'ottimizzazione degli spazi e della qualità della vita.
gli edifici adibiti alle residenze centrali misurano 55 x 11,4 metri, l’espansione del tetto è caratterizzata da 8 moduli: sette sono residenziali e uno contiene la lavanderia comune e le unità di controllo ambientale. Ogni modulo è realizzato attraverso l'assemblaggio di pannelli prefabbricati in xlam e si sviluppa su due piani. Ogni casa ha un giardino pensile privato a cui si accede da un percorso comune sul lato lungo dell'edificio. L'edificio sottostante è stato sottoposto a un intervento di restyling, proponendo facciate bianche neutre in contrasto con la nuova espansione. Le due parti sono collegate visivamente e funzionalmente dalla vecchia scala che ora emerge dal tetto per raggiungere i moduli abitativi. I tetti sono a una falda per favorire l'esposizione alla radiazione solare e il posizionamento dei pannelli.
Gli edifici perimetrali sono adibiti a funzioni di uso pubblico come uffici per lo "smart working", incontri in giardino o laboratori artistici. Uno dei quattro edifici di intervento di tipo pubblico ospita gli uffici per lo smart working, che non sono solo un luogo fisico, ma la costituzione di una comunità, caratterizzata da uffici open space che incoraggiano il lavoro di gruppo e la collaborazione.
Le facciate dell'edificio sono molto trasparenti e forniscono un'illuminazione naturale per lavorare, offrendo un'interessante vista sulla città. La facciata sud è caratterizzata da un sistema di brise soleil orizzontali per schermare la luce solare diretta mentre la serpentina interna al secondo piano genera interni e crea spazi a doppia altezza e altri ambienti. La figura sinuosa si rivela all'esterno aprendo finestre dalla forma ovale sulla sommità del tetto e rompendo il brise soleil a sud prima di scendere con una scala tortile verso il suolo.

Le mani sulla città